ATTENZIONE: per lo più (e per i più) il post è una valanga incontrollata di parole, non del tutto dotate di significato, e certamente non del tutto, anzi quasi per nulla, attinenti con l'argomento. In fondo evidenziata in grassetto la parte interessante, il resto son per lo più tecnobubbles :-P
Per quanto riguarda la risposta di cenit, per mia peculiare attitudine alla precisione e all'intregrità filologico-scinetifica mi si presenta come necessità impellente rettificare.
Se parliamo di calcolo, e di calcolo mi pare si parli, dire i nomi dei due celebri matematici, Collatz e Riemann è dire la stessa cosa.
Mentre i matematici puri, scandalizzati, si metteranno a posto il parrucchino, il riporto o asciugheranno le alte fronti in preda ad uno shock nervoso al sentire dire tale abominio, io, che son diabolicamente perseverante nel mio peccare confermerò ancora quanto ho detto.
Infatti la verifica puntuale della congettura di Collatz e dell'ipotesi di Riemann sono entrambe complesse ed impossibili da dedurre a priori, ciò vuol dire che vanno eseguiti degli algoritmi matematici (si legga procedure funzionali) atte a ricavare un risultato il quale sarà imprevedibile e noto solo a posteriori.
Nonostante questo sembra che l'algoritmo computazionale (o la serie dal punto di vista analitico) si concluda sempre nello stesso modo e sempre, nelle ultime iterazioni, con la stessa complessità, in particolare procede sempre arrestandosi sul numero 1 (per il calcolo di Collatz è ovvio per Riemann lo è di meno).
Questo "arresto ad 1" che si ottiene alla fine dell'elaborazione è conseguenza diretta della congettura di Collatz così come della presenza delle radici non banali della Zeta di Riemann sulla retta critica.
Il problema è perché cappero il creatore dell'Universo ha fatto sì che ciò accadesse?
Identificare o solo riuscire a supporne una reagone plausibilmente verosimile permetterebbe di fare luce su almeno una strada per affrontare in maniera nuova e (a lungo termine) forse efficace tanto il problema di Collatz quanto l'ipotesi di Riemann.
La differenza è che computazionalmente è molto più semplice trattare un CPA che un RZC, alla fine sono sostanzialmente sottrazioni, quindi (dal punto di vista dell'unità aritmo logica) addizioni di complementari.
Si badi bene che questo NON è un attacco di forza bruta, termine pubblicizzato anche troppo dal romanzo Crypto del formidabile Dan Brown ma utilizzato ormai quotidianamente in maniera sempre più improria.
Un attacco di forza bruta è un attacco a contatore incrementale cosiddetto al buio, cioé non segue nessuna logica che non quella di incrementare un valore numerico finché non succede "qualcosa" come ad esempio forzare una password.
Nel caso di Collatz non si procede al buio ma si operano scelte ben definite e quindi assume un aspetto condizionale, infatti se fosse un attacco di forza bruta il caso n dovrebbe durare praticamente quanto il caso n + 1, così non è ed è abbondantemente verificabile (certe WU si intrippano finendo anche a calcolarti per 40 ore macchina, mentre altre appena 4 o meno).
Ecco questo per chiarire il mio discorso che non essendo indirizzato a matematici, fisici o ingegneri del software voleva avere un tono molto più generale ed ellittico.
Ciò non toglie il succo, arrivati al quale colgo occasione per scusarmi della breve digressione rispetto al topic originale, ma che in sostanza rinnova la mia consapevolezza nel dire che alla fine uno, dieci o cento o mille di noi non sono abbastanza né mai lo saranno per poter azzardare, anche solo lontanamente, alcuna previsione sull'utilità di fatto o meno di un progetto scientifico.
Fare ciò vorrebbe dire far passare per scienza la superstizione e poiché di ricerca scientifica qui si parla credo proprio non sia il caso.
Alla fine come dice quell'antico e ormai desueto testo noto come Costituzione Italiana ogniuno è detentore di giudizio e da tale giudizio non esiste forza al mondo che lo possa distogliere.
Quindi non credo sia un valido impegno di risorse fisiche e mentali mettersi a scegliere quali progetti sia il caso o meno di supportare, basta solo informare e lasciare alla personale capacità di discernimento il compito di decidere a chi dedicare il tempo idle della PROPRIA macchina.
Scusate il fiume in piena di frasi non del tutto connesse e intellegibili, ma quando mi infilo in un pertugio argomentativo mi trovo in difficoltà ad unscirne :-P
P.S. ovviamente non è mia intenzione avere alcun tono polemico nel post, se così dovesse sembrare è un effetto collaterale del mio modo di scrivere, mi scuso a priori con chi dovesse ravvisare alcun tono inadeguato assicurando che questo non appartiene alle mie intenzioni.
Chris