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Traguardo delle 1.000 pubblicazioni scientifiche, che futuro per BOINC?

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10 Gennaio 2025
Creato: 10 Gennaio 2025

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Andiamo a vedere l’andamento della produzione scientifica.

Possiamo iniziare il 2025 con un bel traguardo di BOINC. Infatti la piattaforma per il calcolo distribuito ha superato le 1000 pubblicazioni scientifiche ottenute grazie alla collaborazione tra ricercatori e volontari (https://boinc.berkeley.edu/pubs.php). Sono ben 1018 gli articoli scientifici ottenuti dal 1997 ad oggi secondo la lista ufficiale di BOINC, ma come si è arrivati alla compilazione di questa lista?

Nel 2022 la lista ufficiale contava circa 420 pubblicazioni scientifiche. Altre liste, come quella di BOINC.Italy, segnalavano un numero maggiore se non quasi il doppio. L’aggiornamento della lista è stato uno dei temi del BOINC Workshop del 2023. Gli elenchi delle varie community (quella di BOINC.Italy è la più completa) hanno dato un importante contributo all’aggiornamento della lista ufficiale. Dal 2023, quindi, la lista viene aggiornata periodicamente da Alex Piskun e dà un risultato immediato del lavoro svolto dai ricercatori e dai volontari.

1018 non sarà il numero definitivo per i risultati ottenuti fino al 2024, infatti bisognerà conteggiare nei prossimi mesi le pubblicazioni del 2024 ancora in peer review e le pubblicazioni non ancora inserite nell’elenco degli ultimi 3 o 4 anni. Quest’ultimo gap è dovuto a una comunicazione tardiva, se non del tutto assente, delle pubblicazioni scientifiche sui siti di alcuni progetti BOINC. Se per esempio Einstein@Home ha una sezione dedicata e aggiornata delle pubblicazioni scientifiche ottenute tramite il progetto (https://einsteinathome.org/it-it/science/publications), ciò non è purtroppo lo standard per tutti i progetti. Quindi spesso si devono utilizzare motori di ricerca come Google Scholar per rintracciare le pubblicazioni scientifiche ottenute tramite BOINC (sempre se l’articolo scientifico cita esplicitamente BOINC e/o il lavoro svolto dai volontari). Insomma, spesso è come cercare un ago in un pagliaio.

Volendo fare un un punto della situazione, possiamo analizzare l’andamento del numero di pubblicazioni scientifiche. Possiamo assimilare BOINC a un progetto di “Big Science”, ovvero a quelle infrastrutture di ricerca, spesso uniche, come il CERN, lo SKA o la Stazione Spaziale Internazionale. Quando vengono valutati questi progetti, viene analizzato anche il numero di pubblicazioni scientifiche che sono attese. Nei primi anni il numero è molto basso, poi si inizia la vera e propria produzione scientifica a pieno regime che raggiunge un picco dopo di che vi è la fase di dismissione dell’infrastruttura con un calo delle pubblicazioni scientifiche. I motivi di dismissione possono essere molteplici: obiettivi scientifici raggiunti, infrastruttura fisica obsoleta, improvvisa mancanza di risorse, disinteresse generale ecc.. Vi possono essere anche delle estensioni, basta pensare alla Stazione Spaziale Internazionale che non può essere sostituita immediatamente dal Lunar Gateway o a un upgrade programmato dell’infrastruttura fisica come nel caso del CERN le cui attività vengono sospese ogni tot anni per effettuare manutenzioni e installazioni straordinarie per evitarne l’obsolescenza.
Detto ciò possiamo esaminare l’andamento delle pubblicazioni scientifiche di BOINC.


Grafico pubblicazioni scientifiche progetti BOINC


Come possiamo vedere dal grafico, tra il 1997 e il 2003 non c’è stato una grossa produzione scientifica, ma dal 2004, con l’entrata a pieno regime della produzione scientifica dei primi progetti, è iniziata la fase centrale di produzione di articoli. Dopo di che abbiamo avuto un picco della produzione (2009-2010) per poi avere una prima, apparente, fase di diminuzione degli articoli scientifici. La fase di “dismissione” probabilmente è stata rallentata dall’ingresso su BOINC di nuovi progetti e/o sotto-progetti o da un interesse maggiore dei ricercatori nell’investire tempo e risorse sui progetti BOINC già esistenti (queste sono delle ipotesi, il periodo 2010-2015 andrebbe analizzato in modo più approfondito).
Nel 2015 si raggiunge un altro picco seguito da una fase di decrescita della produzione scientifica. Dal 2022 abbiamo nuovamente una crescita della produzione scientifica. Le domande ora sono: il picco della terza ondata di pubblicazioni scientifiche è vicino o lontano? Quando ci si avvierà alla fase di dismissione di BOINC? Tra 5 o 15 anni? Difficile dare delle risposte, probabilmente i ricercatori perderanno interesse per BOINC quando potranno “acquistare calcolo ad elevate prestazioni” a bassissimo costo.

Una cosa è certa, le infrastrutture di ricerca nascono, vivono e muoiono (sostituite da altre infrastrutture), il destino di BOINC seguirà quello del radiotelescopio di Arecibo e dei rover Spirit e Opportunity. Speriamo solo di poter estendere, per quanto possibile, “la vita” di BOINC, ma se osserviamo la storia di BOINC possiamo essere tutti orgogliosi delle 1018 pubblicazioni scientifiche ottenute fino ad oggi e probabilmente senza BOINC non esisterebbero. Insomma abbiamo aiutato la scienza a progredire anche nei momenti più difficili dell’umanità.

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Xeon 771 su socket 775

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12 Aprile 2016
Creato: 08 Aprile 2016

Valutazione attuale: 5 / 5

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Guida a come adattare fisicamente uno Xeon 771 a un socket 775

(by Re Leon)


Premesso che ci sono diverse limitazioni a questa pratica, derivanti dalla scheda madre e dovute a:

- FSB minimo di 1333 mhz

- Possibilità di utilizzare gli ultimi processori a 45 nm e soprattutto ai quadcore.

Ovviamente, questa pratica era prevista anche con le precedenti schede madri e processori xeon, ma con diverse condizioni dettate dal fsb, e dai processori utilizzati. Esiste un sito in inglese, www.delidded.com, dove questa pratica viene perfettamente documentata.


Processore Xeon ed adattatore.

Il processore Xeon è stato differenziato dai core per le guide fatte sulla base dello stesso, che vengono seguite anche sul socket.
Inoltre ha due pin invertiti, e questo ha dato la necessità di fare un adattatore minuscolo che viene fornito in modo da poter essere facilmente collocato, con le due estremità adesive.


Però fate attenzione, questa plastica è molto fragile, per cui in fase di maneggio della stessa, anche quando lo togliete dalla sua custodia, oppure quando rimuovete la carta adesiva agli estremi, si potrebbe danneggiare. Perciò consiglio di perdere cinque minuti in più piuttosto che sprecarne uno inutilmente.
La sua collocazione difficilmente rispecchia quella di altri adattatori nelle foto, per cui fate attenzione a:
1 – il lato giusto in cui metterlo, dei due è quello in cui Voi potete vedere agli estremi due figure, di cui una è una freccia.
2 – la freccia, è il simbolo verso cui dovete trovare l'icona della freccia sul processore.

Socket 775

Il lavoro per adattare il socket è più rischioso, perché è delicato e basta una inezia per compromettere la scheda madre, in quanto si lavora a millimetri di distanza dai pin del socket, per cui serve tanto sangue freddo e mano ferma.
Consiglio di lavorare con la scheda madre sopra un tavolo, una luce (anche forte) un coltello con la lama molto fine e tagliente (lasciate perdere coltelli larghi di lama) e con una lunghezza di almeno 4-5 cm, altrimenti non vedrete quello che fate mentre lo fate.


Aprite il socket dopo aver tolto ogni hardware o cavo che sia d'intralcio, per avere una migliore zona di lavoro (ram, schede video, altri dispositivi pci, e naturalmente il dissipatore e i cavi dell'alimentatore). Aperto il socket, ora potete riporre il dispositivo a molla che tiene il socket chiuso (la leva laterale).
Guardando frontalmente la scheda madre, troverete due zoccoli sporgenti di plastica dal contorno del socket in basso a sx e dx. Vanno finemente limati, e, man mano che questo accade, si romperanno in pezzettini, la cui rimozione è fondamentale anche soffiando o con la punta del vostro attrezzo.
Agite con la dovuta calma, una mossa falsa e vi siete giocati la scheda madre!
Sul lato sinistro, talvolta, ci si trova troppo vicini ai pin, per cui la cosa più sensata da fare è rimuovere fin dove ci si fida, non è necessario al 100% che siano rimossi completamente, e comunque si può accorgersene in fare di posizionamento del processore (se resta inaspettatamente alto da un lato bisogna lavorarci ancora).

Posizionare il processore

Appena siete pronti, prendete lo xeon con due dita, pollice e indice, il pollice sulla placchetta nera dove c'è una rientranza, e calarlo delicatamente sul socket. Se notate sul processore c'è un'angolo dorato, quella è una freccia, che deve coincidere con una freccia in rilievo presente sul socket. Quindi chiudete il socket.


Ora, messa la pasta termica, il dissipatore e rimontato tutto il resto, siete pronti a utilizzare un processore Xeon su una scheda madre lga 775.


Modifica BIOS per integrazione Microcode processori Xeon (BIOS Amibios)

http://www.delidded.com/lga-771-xeon-microcode/
http://www.delidded.com/how-to-update-cpu-microcode-in-ami-bios/

1 STEP PRELIMINARI:

1.1: Preparare il BIOS da modificare, è possibile:
a) Scaricare l'ultima versione del BIOS dal sito del produttore della scheda madre
b) Eseguire un DUMP del BIOS della scheda madre utilizzando l'apposita utility del produttore od un software compatibile (è possibile aggiornare, per alcuni bios, direttamente da bios tramite i software proprietari come Asus Ez flash)
Nel mio caso ho scaricato l'ultima versione disponibile dal sito del produttore.

1.2: Eseguire una copia di BackUp del BIOS originale (vedi punto b del Primo Step)

1.3: Scaricare il programma MMTOOL_3.22_1B_21Fix-BKMOD.EXE che permette di modificare i BIOS amibios.

1.4: scaricare i microcode, consiglio Desktop LGA 771 and LGA 775 microcode perché contiene sia i microcode per processori Xeon skt 771, sia eventuali microcode aggiornati per i processori skt 775.
I microcode sono divisi in microcode in 2 cartelle, una con quelli per i processori a 65nm e  una per i processori a 45nm.
Prendiamo i microcode per processori a 45nm:

Ogni file corrisponde ad un diverso microcode, dove:


• la prima parte indica il CPUID del processore
• la seconda parte indica il Platform Type (04 e 40 sono il skt 771, 10 e 11 sono il skt 775)
• la terza parte indica la versione del microcode
• la quarta parte indica la data di aggiornamento del microcode

2 MODIFICA DEL BIOS

2.1: Per modificare il BIOS è necessario avviare il programma MMTOOL e selezionare il file del BIOS preparato allo Step 1 tramite il pulsante “Load ROM” ( lo troverete laddove lo avete scaricato, downloads per esempio ):



2.2: Aprire la pagina “CPU PATCH”, in questa pagina è presente l'elenco dei microcode attualmente presenti nella rom del BIOS:




I passaggi da fare sono i seguenti, per ogni microcode scaricato:
• Cercare il microcode nell'elenco per CPU ID e Platform Type
• Se il microcode è già presente, verificare la versione e la data di aggiornamento.
Nel caso il microcode scaricato risulti più recente:
- selezionare la relativa riga,
- selezionare l'opzione “Delete a Patch Data”,
- quindi cliccare “Apply”
• Nel caso il microcode non sia presente o fosse presente una vecchia versione che abbiamo eliminato:
- selezionare l'opzione “Insert a Patch Data”
- con “Browse” selezionare il file del microcode
- quindi cliccare “Apply”
(ho notato che difficilmente avrete un bios con i microcode aggiornati, comunque è bene prestare attenzione)

Terminate le modifiche ai microcode è sufficiente salvare la rom del BIOS con “Save ROM as..”

PS: Nel caso in cui il programma restituisse un errore di spazio insufficiente, è necessario cancellare dei microcode di processori che non intendiamo utilizzare, ad esempio quelli con CPU ID che inizia con 066 dovrebbero essere i microcode per i Pentium 4.

2.3: Per concludere, chiudere MMTOOL, riaprilo e selezionare il BIOS appena modificato per controllare che venga aperto correttamente e che i microcode sia siano salvati tutti correttamente.
Il BIOS così modificato è pronto per essere flashato sulla motherboard, utilizzando l'apposita utility del produttore, un software compatibile od un programmatore USB.

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Un dono di Natale da AMD

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26 Dicembre 2009
Creato: 25 Dicembre 2009

Valutazione attuale: 5 / 5

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Dicembre, da alcuni anni, è il mese più prolifico per le tecnologie di GPGPU (General-Purpose computing on Graphics Processing Units).
Pochi giorni fa, con largo anticipo sulle previsioni che ne davano l'arrivo per gennaio 2010, AMD ha deciso di rilasciare al grande pubblico la versione finale del suo kit di sviluppo ATi Stream 2.0 .
Leggi tutto: Un dono di Natale da AMD
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