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Come alcuni di voi sapranno, periodicamente, il CERN apre i suoi portoni alla visita di chi vuole andarci e la cosa viene chiamata OpenDays.

Questa volta ho deciso di partecipare (anche perchè accade ogni 5/6 anni minimo) con moglie e figli al seguito.

E' stato effettivamente entusiasmante, ma andiamo con ordine.

Dopo una partenza ad ore antelucane, Milano, Torino, il traforo del Monte Bianco, eccoci in Francia, sulla Route Blanche. Un'altra 50ina di kilometri e i cartelloni stradali cominciano ad indicare Geneve. Il passaggio al confine è tranquillo e la prima impressione della città è che è veramente verde e veramente caotica (praticamente un semaforo ogni 15/20 metri). Arriviamo, dopo infinite soste semaforiche, in Rue de Meyrin e subito becchiamo il traffico bloccato in una delle strade che avevo pianificato di prendere (e che sul sito della manifestazione era indicata come aperta ed accessibile). Grrr, ho un accenno di nervoso, ma dopo 5 ore di guida mi sembra il minimo.

Vabbè, becco il parcheggio gratuito di un centro commerciale e prendiamo il tram 18 che ci porta letteralmente all'interno del sito Meyrin-Atlas.

Io quella sfera l'ho già vista da qualche altra parte

 

Sono le 11 di mattina e, nonostante sia aperto solo da un paio d'ore, c'è già il delirio. Ok, ci accreditiamo ed entriamo.

Subito a vedere la mostra sui rilevatori (il museo MicroCosm, veramente bello), a giocare con i visori virtuali e a provare a fare il record del kilometro in velocità in ciclette (con le immagini del tunnel che scorrono).

Passiamo poi, con grande interesse di tutti, alla sezione engineering dove vediamo come vengono letteralmente costruiti tutti i pezzi che compongono l'LHC e ci fanno pure provare vari materiali e programmi 3d (Catia).

Ok, tutto bello, ma Atlas?

Eccolo là in fondo, proviamo ad entrare?

 

Seeee, entrare, facile a dirsi. Siamo già in coda e ci dicono che dobbiamo scioglierla perchè chiudono l'accesso per 2 ore per problemi di sicurezza legati ai troppi visitatori (ma pensarci prima no, eh?). Ok, calma, ci sono comunque un casino di cose da vedere.

Un giro sul trenino panoramico del sito (ma quanto diavolo è grande questa parte del Cern? E stanno pure espandendola per l'HL-LHC!!) e una bella visita al SincroCiclotrone, che sembra tecnologia del secolo scorso ed invece ha funzionato fino al 1990.

 

Poi, di corsa, un passaggio d'obbligo viene fatto nei corridoi dove c'è l'ufficio di Tim Barners-Lee, il papà del web come lo conosciamo (e sulla porta dell'ufficio c'è una targa che lo ricorda) e si va nella Sfera.

Bellissima la presentazione, nella parte inferiore, dell'origine dell'universo e di cosa viene studiato al Cern, mentre nella parte superiore (Auditorium) fanno tutta una serie di esperimenti/dimostrazioni di fisica (son piaciute molto ai bambini).

Riproviamo ad entrare ad Atlas?

E niente, c'è una fila che nemmeno alla barriera di Rimini la settimana di Ferragosto.

Ok, allora allo shop a prendere delle borsette della visita, di corsa sotto la scultura che rappresenta la storia della fisica a far foto, un giro al padiglione della Lego in cui si costriscono riproduzioni degli accelleratori con i pezzettini.......e poi è già ora di uscire.

Abbiamo fatto le 19, non siamo riusciti a scendere, ma siamo entusiasti e distrutti.

Ed ecco la sorpresa di giornata.
Nel caos di gente che sta aspettando il tram 18 per poter tornare in città, scorgo un viso che ho già visto da qualche parte, forse in foto. Mi avvicino e vedo che ha una strana t-shirt, con scritto LHC@Home. Io indosso la mia maglietta d'ordinanza di Boinc Italy e chi ti scopro chi è? E' Eric McIntosh, ricercatore da metà degli anni 60 al CERN e, soprattutto, papà di LHC@Home. Nonostante abbia evidenti problemi di deambulazione, ho incontrato una persona con una energia e una voglia di comunicare incredibili. Abbiam parlato, per quasi 15 minuti, del progetto, di gpu, di italiani all'LHC, di cucina italiana, ecc, ecc, ecc. Mi ha caldamente invitato a continuare a scaccolare come gruppo, supportando il progetto.

Che bel finale di giornata!!

 

Ovviamente, come tutte le cose belle, è necessario sottolineare pure quelle meno belle.

- In primis l'organizzazione per la visita all'Atlas. Fate a numero chiuso, caspita, con prenotazione. (mi serva di lezione, la prossima volta, se mai ci sarà, alle 9 subito in coda).

- Mancanza di una rete wi-fi aperta a tutti, con il fatto che in Svizzera non si fa roaming, sarebbe stata una gran bella cosa. Avete inventato voi internet, cosa vi costava fare una rete guest?

- La app che aveva la mappa del tutto non era chiarissima.

- Cambiate quelle cavolo di finestre veneziane esterne ai palazzi, son esteticamente bruttissime e si rovinano in fretta.

 

Per il resto un consiglio a tutti: ANDATECI (magari durante l'LS3 nel 2024)!!!!

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Cari sodali scaccolatori,
come alcuni di voi sanno, il sottoscritto, oltre ad essere appassionato di Boinc, è anche "appassionato" di HPC e, visto che il CSCS periodicamente organizza delle visite guidate al loro centro, ne ho approfittato per una bella gita a Lugano.
Accompagnato dal mio primogenito, abbiamo passato la barriera a Chiasso e, costeggiato il lago, siamo arrivati nella ridente cittadina svizzera giusto in tempo per l'apertura
delle porte del Centro ai visitatori. Dopo una breve (circa 30 minuti) introduzione teorica (ma semplice) al calcolo HPC, siamo partiti per la visita guidata del più potente supercomputer europeo, il Piz Daint, in grado di erogare circa 20 Petaflops. Le foto erano consentite, quindi mi sono scatenato (per poi accorgermi che dovevo settare la data nella macchina fotografica.....).
Siamo partiti dal piano inferiore della struttura, dove viene pescata acqua a 5 gradi centigradi dal fondo del lago e utilizzata per scambiare calore con l'aria.

Ovviamente questi impianti non sono quello che si può dire "silenziosi" e la foto mi sembra esplicativa (la signora si era tolta le cuffie che ci avevano dato e in cui sentivamo la voce della guida). Quello a sinistra senza cuffie è abituato, è il manutentore del sistema... :-P

Con 500 litri al secondo, hanno pensato anche a dei silos di riserva d'acqua, sufficienti per spegnere il tutto in caso di calo di pescaggio dal lago.


Al secondo piano, poi, abbiamo visto i sistemi elettrici (strutturati come delle "isole")che alimentano le varie macchine (nella sala ced, oltre al bestione "principale" ci sono altre macchine in rete tra di loro per altre simulazioni/calcoli). In arancione, qui sotto, i gruppi di continuità.

 


Per l'occasione ci hanno fatto vedere anche il nuovo sistema di backup che hanno in test e che, una volta in produzione, è in grado di salvare poco meno di 100 Petabyte di dati.

Peccato per il riflesso nel plexiglas del sistema di backup, ma vi assicuro che vedere tutti quei nastri in movimento è uno spettacolo.

All'ultimo piano, poi, ci hanno fatto vedere il vero e proprio ced, di cui allego alcune foto.

Qualche disco.....ma son quelli piccoli

La loro linea ADSL che è uguale uguale alla mia di casa!!!!

 

Quel filo lì non mi sembra attaccato correttamente

 

Quanti core cpu sono? Ho perso il conto....

Labbestia in tutta la sua bellezza!


Alla fine della visita ho chiesto a Jacopo: "Ma ti è piaciuto???". "Certo papà, ma hanno dei pc più forti del tuo". "Eh....."

 

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Cari sodali dello scaccolo,

abbiamo pensato di raccogliere tutti gli articoli degli amministratori del progetto Fold.it in una unica sezione indicizzata, ovvero questa pagina.

Gli articoli qui presenti sono stati pubblicati, nel tempo, nel blog ufficiale del sito del progetto, alcuni sono molto recenti, altri meno, ma riescono, nell'insieme, a dare una idea generale di come funzioni e dell'utilità dello stesso.

La traduzione non è stata semplice a causa della terminologia tecnica usata ed, inoltre, si è cercato di inserire link a spiegazioni di termini scientifici che non erano spiegati negli articoli originali. Si spera di non aver ecceduto negli errori e se si trovasse qualcosa di sbagliato, siete pregati di riportarlo nel thread che segue questo blog. Grazie

 

1 - La scienza in Foldit

2 - Lo strumento "Idealizza" (Giugno 2013)

3 - Nuove visualizzazioni (Luglio 2013)

4 - Lo strumento "Contatti Previsti" (Settembre 2013)

5 - Filtri e Remix (Novembre 2013)

6 - Un "Nuovo Capitolo".... e i suoi problemi! (Gennaio 2014)

7 - Foldit....in Rosetta (Marzo 2014)

8 - I "Contatti Previsti" e la loro "Mappa" (Aprile 2014)

9 - Design proteico in Foldit (Giugno 2014)

10 - Il Drug Design - Parte I (Gennaio 2015)

11 - Il Drug Design - Parte II (Febbraio 2015)

12 - Wet Lab (Febbraio 2015)

13 - Il Drug Design - Parte III (Marzo 2015)

14 - Il filtro "Ponte Idrogeno" (Aprile 2015)

15 - "Foglietti" e "Botti" (Marzo 2016)

16- Il grafico di Ramachandran (Marzo 2016)

17 - Lo strumento "Remix" (Maggio 2016)

18 - Nuovi tools (Maggio 2016)

19 - Nuovi aggiornameti DrugDesign 1 (Maggio 2016)

20 - Nuovi aggiornameti DrugDesign 2 (Maggio 2016)

21 - Lo strumento BluePrint (Ottobre 2016)

22 - Le novità di Foldit (1) (Febbraio 2017)

23 - Le novità di Foldit (2) (Marzo 2017)

24 - I risultati in vitro di Foldit (Aprile 2017)

25 - Cristallografia a Raggi X (Maggio 2017)

27 - Design di piccole proteine (Settembre 2017)

28 - Aflatossine 1 (Ottobre 2017)

29 - Aflatossine 2 (Ottobre 2017)

30 - Nuovo aggiornamento (Febbraio 2018)

 

P.S. Anche questa sezione, come quella delle pubblicazioni, sarà aggiornata e rivista periodicamente.

 

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Gentili amici,
in questi giorni la comunità scientifica (in particolar modo quella fisica e astrofisica) è in fermento, dal momento che sembra ci possano essere delle novità interessanti riguardanti i motori ECM. Per farla breve, questi motori trasformerebbero l’energia elettrica in movimento senza emissione di residui, rivoluzionando completamente la storia dei viaggi spaziali: questi si basano sull’assunto newtoniano che “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” (i razzi bruciano combustibile e in cambio ne ricevono una spinta in senso opposto). Ecco perché tutti stanno aspettando maggiori dati e, soprattutto, prove sperimentali riguardante questo metodo di spostamento interplanetario. Ovviamente, la stessa comunità scientifica è la prima a rimanere su posizioni scettiche, viste anche precedenti brutte figure, aspettando solide basi prima di gridare al miracolo.
Poveri stolti, poveri scienziati legati ai loro "numerini" e alle loro belle "teorie".
Non sanno, ahi loro, che in Italia, si, proprio qui, nella patria di Galileo e di Fermi, vive un Geniale Scienziato il quale, con MOLTI anni di anticipo, ha già previsto tutto questo e ha già costruito vari prototipi del motore ECM. Il suo nome è Emidio Laureti!!! Come?? Non vi dice nulla questo nome?? Ecco, è il solito complotto di Big Physics che vuole tenere nascosto il Genio.
Ma veniamo a noi: il dott. Laureti, nel 1982 (nel 1982!!!!), ha l’idea di come stravolgere l’astronautica moderna, cominciando a lavorare prima sulla teoria e poi sulla pratica della PNN (Propulsione Non Newtoniana) e, lavorando alacremente, nel 2001 è in grado di produrre il primo prototipo, il SC12.12, di cui, però, non rimane traccia. Il nostro, ovviamente, entusiasmato dai primi importanti risultati, ne prepara una seconda versione migliorata e la testa direttamente su un pendolo balistico all’uopo modificato. Qui sotto potete vederne una immagine in tutta la sua bellezza.


Da notare la raffinata lavorazione del legno di balsa.

Purtroppo la continua avversione della comunità scientifica costringe il nostro a pubblicare i suoi paper su una rivista scientifica che fin da subito ne apprezza lo stile visionario ma rigoroso: “Nova Astronautica”. No, no, è inutile che vi affanniate su Arvix o su ABS alla ricerca dell’Impact Factor di questa rivista o da altri articoli, dal momento che è scritta, riveduta e stampata dallo stesso Laureti.


La copertina di un numero di Nova Astronautica


Continuando, nonostante l’indifferenza della comunità atea scientifica (maledetti atei scientisti) e lo scherno delle persone su internet, nel suo pregevole lavoro, nel 2005 si arriva ad un prototipo dalle prestazioni incredibili, il P26MR05, che viene presentato al pubblico all’Hotel Sheraton di Roma, luogo da sempre importantissimo per la scienza in Italia.


Il passaggio dal legno di balsa al cartone ha aumentato incredibilmente le performance

E siamo ai giorni nostri: mai domo, il Genio incompreso, ha capito che lavorando da soli si lavora meglio e quindi decide di non rispondere più a nessuna mail (per esempio di chi gli chiedeva di poter fare una tesi di laurea sul PNN) e di non pubblicare i dettagli della sua ultimissima versione del PNN, la F242 (che, a sua volta, migliora il modello VF2, il “Timore del Signore”).


Altri miglioramenti. Abbandonato il volgare cartone per la più aerodinamica carta da cielo dei presepi, viene inoltre aggiunta la Croce Templare, in grado di dare una ulteriore spinta al mezzo propulsivo.


Lo so, molti di voi saranno scettici, abituati come sono alle roboanti promesse dei scienziati che hanno accesso ai mass media (tipo quella mezza calzetta, così la definisce Laureti, di Hawkings), solo perché ho lasciato il meglio alla fine: qual è la giustificazione teorica possibile per la rottura della teoria newtoniana? Ecco, qui, amici miei, vi chiedo uno sforzo comune per seguirmi nelle vie della nuova fisica. Prima di tutto è necessario considerare che la Teoria della Relatività e la Meccanica Quantistica sono fuffa. Si, proprio fuffa:
"la fisica moderna, dopo l'affermazione del punto di vista newtoniano, è stata per di più contaminata quasi irreversibilmente dalla "tensione al fantastico" e dall'"anti-intuitività" che Teoria della Relatività e Meccanica Quantistica hanno inoculato nel suo corpo dall'inizio di questo secolo".
Detto questo è necessario aggirare questa la fisica demoniaca, e fare come Don Giovanni che sconfisse gli arabi a Lepanto e trasformarsi in veri scienziati che guardano alla natura più che alle formule.


Un vero scienziato

 

Ecco, infatti, che gli ultimi test danno ragione al nostro:
"Un cluster piu’ massiccio di 388 propulsori di classe P26MR05 alimentato a circa 20 kwatt, avrebbe una spinta di circa 1 Newton (circa 100 grammi) , peserebbe meno di un motore a ioni ,avrebbe una spinta maggiore a parità di potenza elettrica impiegata (confronto con il motore a ioni Nstar della Nasa) e avrebbe una durata illimitata .
L’organizzazione della propulsione nella PNN e’ basata non su UN sistema pesante e inefficiente con una enorme massa di reazione da perdere ,come per i missili , ma su UNA MIRIADE di sottosistemi piu’ leggeri strutturati a cluster.
La massa di reazione per la PNN e’ il mezzo in cui si muove cioe’ lo spazio cosmico , ovvero il cosiddetto “vuoto” che malgrado il suo nome ha costante dielettrica e permeabilita’ magnetica diverse da zero, e che quindi per la PNN funziona come un “campo statico” su cui esercitare la spinta."

Ma allora cosa aspettano la NASA, l’ESA e tutti gli altri ad accaparrarsi questo Genio? A mettere immediatamente in produzione il Motore, così da “arrivare là dove nessuno è mai giunto prima”? Ma è ovvio. E’ perché il nostro Genio ha, giustamente, concesso il tutto (prototipi, know-how e proprietà intellettuali) all’OCCC, ovvero all’Ordine Crociato per la Cristianizzazione del Cosmo, gruppo che continuerà a sviluppare e migliorare il prodotto, avendo già messo in cantiere una astronave che funzioni su tale principio (allego sotto uno schema DETTAGLIATO della stessa).




Cos’altro dire?
Aspettiamo fiduciosi che si rompa il muro del silenzio che circonda il nostro Genio e che l’umanità possa finalmente progredire verso le stelle.


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Guida a come adattare fisicamente uno Xeon 771 a un socket 775

(by Re Leon)


Premesso che ci sono diverse limitazioni a questa pratica, derivanti dalla scheda madre e dovute a:

- FSB minimo di 1333 mhz

- Possibilità di utilizzare gli ultimi processori a 45 nm e soprattutto ai quadcore.

Ovviamente, questa pratica era prevista anche con le precedenti schede madri e processori xeon, ma con diverse condizioni dettate dal fsb, e dai processori utilizzati. Esiste un sito in inglese, www.delidded.com, dove questa pratica viene perfettamente documentata.


Processore Xeon ed adattatore.

Il processore Xeon è stato differenziato dai core per le guide fatte sulla base dello stesso, che vengono seguite anche sul socket.
Inoltre ha due pin invertiti, e questo ha dato la necessità di fare un adattatore minuscolo che viene fornito in modo da poter essere facilmente collocato, con le due estremità adesive.


Però fate attenzione, questa plastica è molto fragile, per cui in fase di maneggio della stessa, anche quando lo togliete dalla sua custodia, oppure quando rimuovete la carta adesiva agli estremi, si potrebbe danneggiare. Perciò consiglio di perdere cinque minuti in più piuttosto che sprecarne uno inutilmente.
La sua collocazione difficilmente rispecchia quella di altri adattatori nelle foto, per cui fate attenzione a:
1 – il lato giusto in cui metterlo, dei due è quello in cui Voi potete vedere agli estremi due figure, di cui una è una freccia.
2 – la freccia, è il simbolo verso cui dovete trovare l'icona della freccia sul processore.

Socket 775

Il lavoro per adattare il socket è più rischioso, perché è delicato e basta una inezia per compromettere la scheda madre, in quanto si lavora a millimetri di distanza dai pin del socket, per cui serve tanto sangue freddo e mano ferma.
Consiglio di lavorare con la scheda madre sopra un tavolo, una luce (anche forte) un coltello con la lama molto fine e tagliente (lasciate perdere coltelli larghi di lama) e con una lunghezza di almeno 4-5 cm, altrimenti non vedrete quello che fate mentre lo fate.


Aprite il socket dopo aver tolto ogni hardware o cavo che sia d'intralcio, per avere una migliore zona di lavoro (ram, schede video, altri dispositivi pci, e naturalmente il dissipatore e i cavi dell'alimentatore). Aperto il socket, ora potete riporre il dispositivo a molla che tiene il socket chiuso (la leva laterale).
Guardando frontalmente la scheda madre, troverete due zoccoli sporgenti di plastica dal contorno del socket in basso a sx e dx. Vanno finemente limati, e, man mano che questo accade, si romperanno in pezzettini, la cui rimozione è fondamentale anche soffiando o con la punta del vostro attrezzo.
Agite con la dovuta calma, una mossa falsa e vi siete giocati la scheda madre!
Sul lato sinistro, talvolta, ci si trova troppo vicini ai pin, per cui la cosa più sensata da fare è rimuovere fin dove ci si fida, non è necessario al 100% che siano rimossi completamente, e comunque si può accorgersene in fare di posizionamento del processore (se resta inaspettatamente alto da un lato bisogna lavorarci ancora).

Posizionare il processore

Appena siete pronti, prendete lo xeon con due dita, pollice e indice, il pollice sulla placchetta nera dove c'è una rientranza, e calarlo delicatamente sul socket. Se notate sul processore c'è un'angolo dorato, quella è una freccia, che deve coincidere con una freccia in rilievo presente sul socket. Quindi chiudete il socket.


Ora, messa la pasta termica, il dissipatore e rimontato tutto il resto, siete pronti a utilizzare un processore Xeon su una scheda madre lga 775.


Modifica BIOS per integrazione Microcode processori Xeon (BIOS Amibios)

http://www.delidded.com/lga-771-xeon-microcode/
http://www.delidded.com/how-to-update-cpu-microcode-in-ami-bios/

1 STEP PRELIMINARI:

1.1: Preparare il BIOS da modificare, è possibile:
a) Scaricare l'ultima versione del BIOS dal sito del produttore della scheda madre
b) Eseguire un DUMP del BIOS della scheda madre utilizzando l'apposita utility del produttore od un software compatibile (è possibile aggiornare, per alcuni bios, direttamente da bios tramite i software proprietari come Asus Ez flash)
Nel mio caso ho scaricato l'ultima versione disponibile dal sito del produttore.

1.2: Eseguire una copia di BackUp del BIOS originale (vedi punto b del Primo Step)

1.3: Scaricare il programma MMTOOL_3.22_1B_21Fix-BKMOD.EXE che permette di modificare i BIOS amibios.

1.4: scaricare i microcode, consiglio Desktop LGA 771 and LGA 775 microcode perché contiene sia i microcode per processori Xeon skt 771, sia eventuali microcode aggiornati per i processori skt 775.
I microcode sono divisi in microcode in 2 cartelle, una con quelli per i processori a 65nm e  una per i processori a 45nm.
Prendiamo i microcode per processori a 45nm:

Ogni file corrisponde ad un diverso microcode, dove:


• la prima parte indica il CPUID del processore
• la seconda parte indica il Platform Type (04 e 40 sono il skt 771, 10 e 11 sono il skt 775)
• la terza parte indica la versione del microcode
• la quarta parte indica la data di aggiornamento del microcode

2 MODIFICA DEL BIOS

2.1: Per modificare il BIOS è necessario avviare il programma MMTOOL e selezionare il file del BIOS preparato allo Step 1 tramite il pulsante “Load ROM” ( lo troverete laddove lo avete scaricato, downloads per esempio ):



2.2: Aprire la pagina “CPU PATCH”, in questa pagina è presente l'elenco dei microcode attualmente presenti nella rom del BIOS:




I passaggi da fare sono i seguenti, per ogni microcode scaricato:
• Cercare il microcode nell'elenco per CPU ID e Platform Type
• Se il microcode è già presente, verificare la versione e la data di aggiornamento.
Nel caso il microcode scaricato risulti più recente:
- selezionare la relativa riga,
- selezionare l'opzione “Delete a Patch Data”,
- quindi cliccare “Apply
• Nel caso il microcode non sia presente o fosse presente una vecchia versione che abbiamo eliminato:
- selezionare l'opzione “Insert a Patch Data
- con “Browse” selezionare il file del microcode
- quindi cliccare “Apply
(ho notato che difficilmente avrete un bios con i microcode aggiornati, comunque è bene prestare attenzione)

Terminate le modifiche ai microcode è sufficiente salvare la rom del BIOS con “Save ROM as..”

PS: Nel caso in cui il programma restituisse un errore di spazio insufficiente, è necessario cancellare dei microcode di processori che non intendiamo utilizzare, ad esempio quelli con CPU ID che inizia con 066 dovrebbero essere i microcode per i Pentium 4.

2.3: Per concludere, chiudere MMTOOL, riaprilo e selezionare il BIOS appena modificato per controllare che venga aperto correttamente e che i microcode sia siano salvati tutti correttamente.
Il BIOS così modificato è pronto per essere flashato sulla motherboard, utilizzando l'apposita utility del produttore, un software compatibile od un programmatore USB.

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Gentili amici,

già lo scorso anno ho solleticato le vostre papille gustative con un veloce excursus riguardante le più disparate forme di alimentazione alternativa presenti in questo nostro disparato mondo. Durante le ricerche preparatorie per l’articolo mi ero imbattuto nell’altisonante nome di “Specie Umana: Progetto 3M”, ma lo avevo messo velocemente in una cartella per l’eventuale bibliografia (lo aveva già citato di sfuggita anche il buon Danieleg nel vecchio thread). Grave errore il mio!!!! Il “Progetto 3M” è veramente un luminoso esempio di come sia possibile costruire uno stile di vita basandosi sul nulla.

La forma

Il progetto consiste in un libro on-line, un pdf di 1773 pagine (che il sottoscritto, con gravi rischi per la sua salute mentale, si è sciroppato integralmente) impaginate da un tossicodipendente in crisi di astinenza (font delle più diverse fogge e fatture, testo non giustificato, paragrafi ed interlinee che cambiano ogni 3 righe, ecc, ecc) , tant’è che se fossero correttamente revisionate occuperebbero non più di 150 pagine.

Gli autori del libro, vista la sua vitale importanza per il genere umano, ovviamente sono anonimi e nessun riferimento è presente sul sito da cui è possibile scaricarlo gratuitamente, tranne l’indicazione tipica: fate girare il più possibile.

All’interno del pdf, poi, è fin da subito ben chiara la levatura scientifica del tutto, quando gli autori sottolineano che:

“Questo libro, ormai ampiamente diffuso in tutto il mondo da anni, è stato scritto col metodo intertestuale moderno, cioè con la formattazione derivata dall'interazione tra molte centinaia di scienziati specialisti nelle singole discipline scientifiche provenienti da tutto il pianeta (diverse decine di essi, a seconda dell'argomento, per ogni capitolo, paragrafo o singolo settore di quest'ultimo) che hanno unito i risultati delle ricerche scientifiche più avanzate in assoluto……tali ricerche scientifiche, dalla fisica particellare, alla fisica nucleare, meccanica quantistica, astrofisica, biofisica, biochimica, biologia molecolare, paleoantropologia moderna, anatomia comparata, fisiologia comparata, morfologia funzionale comparata fitozoologica(???), scienza dell'alimentazione moderna, medicina moderna, patologia moderna, terapeutica moderna, ecosistemica moderna, urbanistica comparata moderna, scienza economica e finanziaria applicata moderna, scienza politica applicata moderna, sociologia applicata moderna, scienza della conversione industriale, scienza moderna dei sistemi di produzione alimentare mondiale, scienza delle costruzioni moderna, scienza della eco-produzione energetica mondiale, ecc.”

Beh, ovvio che uno, dopo un incipit del genere, abbia delle aspettative abbastanza alte! Poi, però, l'odore di supercazzola da quattro soldi elevatissima scienza comincia a farsi abbastanza forte:

“I PIU' GRANDI SCIENZIATI AL MONDO in ogni campo hanno accettato di APRIRE LETTERALMENTE i propri armadietti professionali più preziosi, contenenti LE PIU' GRANDI SCOPERTE SCIENTIFICHE DI TUTTI I TEMPI in ogni settore TENUTE SEGRETE PER DECENNI, e talvolta tramandate addirittura per qualche secolo, senza che la popolazione purtroppo avesse la minima idea che esistessero”.

Ma caspita, ma io queste centinaia di scienziati voglio conoscerli, voglio stringer loro la mano per ringraziarli personalmente uno a uno….ed invece no:

le MOLTE CENTINAIA di SCIENZIATI predetti che hanno unito i risultati sperimentali ultradecennali iniziali non ancora ufficializzati e poi incrociati con quelli dei colleghi delle altre discipline scientifiche, hanno ritenuto opportuno PREFERIRE L'ANONIMATO”.

Per fortuna, però, ci hanno lasciato il nome di questa nuova disciplina che dovrebbe rivoluzionare la vita umana, ovvero la “Oloscienza”,

"i cui parametri di base sono quelli postdetti, e la cui struttura di base è proprio esattamente quella del PRESENTE TESTO, che rispecchia la massimamente POTENTE PROCEDURA FONDAMENTALE per affrontare e RISOLVERE qualsiasi problema relativo alla specie umana, di portata anche MONDIALE."

Oh, mammina, questi possono risolvere QUALSIASI problema mondiale, avete capito? E come possiamo fare per aiutarli, ma ovviamente imparando tutti l’Oloscienza, ignoranti che non siamo altro:

UNIVERSITA' OLOSCIENTIFICA, comprendente SOLO ed ESCLUSIVAMENTE la suddetta OLOSCIENZA, e che, come tutte le strutture PIU' PROGREDITE IN ASSOLUTO, deve avere una impostazione SEMPLICE ed EFFICACE”.

Il contenuto

Dopo aver compreso a fondo “il come” possano questi centinaia di scienziati (e anche noi iscritti alla facoltà di Oloscienza) migliorare le sorti del mondo, dobbiamo capire “il cosa”, ovvero il contenuto profondo di queste 1700 pagine. L’autore entra subito nel merito della questione enunciando un teorema fondamentale dell’Oloscienza:

“OGNI SINGOLO ATOMO DI TUTTO IL NOSTRO ORGANISMO PROVIENE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DAL CIBO”.

Quindi, di che cibo dovremmo essere fatti? la SPECIE UMANA non è "onnivora", non è carnivora, non è granivora, non è erbivora, non è frugivora (da "fruges"= frutta e parti tenere di vegetali), ma è fruttivora ed in particolare è assolutamente MALIVORA [da "malum"(a sua volta da "malon"= il frutto)= mela].”

Ma scusate, sono arrivato a pagina 50 del Vostro testo e mi dite di mangiare una mela (e che siete dei semplici Melariani)? Ma me lo diceva anche mio nonno quando ero bambino. E le restanti 1723 pagine adesso come le riempite??

Andiamo, però, con ordine altrimenti non si capisce come si sia arrivati alla mela. Motivo per cui la prima domanda che ci facciamo è “Come è nata l’umanità”?

“La specie umana, cioè, non solo nacque perfettamente MALIVORA si nutriva, quindi, solo ed esclusivamente di mele (per l'esattezza di variazione cromatica rossa), ma addirittura nacque solo ed escusivamente grazie alla struttura anatomica stessa del melo, che da struttura arborea a basso fusto ha costretto la nostra struttura primatica arboricola a locomozione sospensoria ad adattarsi gradualmente alla locomozione bipede terrestre”.

Ah, praticamente l’uomo è diventato eretto per raccogliere le mele, interessante teoria che si completa con i dati seguenti:

“A quel punto, è ormai scientificamente chiarissimo che l'uomo continuò a vivere in quella sorta di paradiso terrestre per ben 5,2 milioni di anni, in cui i pochi reperti fossili indicano anche una assenza totale di malattie e una vita media come minimo molto superiore ai massimi standard attuali, addirittura sembra con limite vitale indefinito.

Cioè, mangiando solo mele (solo rosse, tra l’altro) erano diventati immortali? Fantastico!! Corro subito dal mio fruttivendolo sotto casa!

Ma perché la mela e non, per esempio, l’arancia? Ovvio, perché

La MORFOFUNZIONALITA' TROFICA SPECIE-SPECIFICA della SPECIE UMANA è anch'essa MOLTO CHIARA e indica precisissimamente anche la PROVENIENZA SPAZIALE NATURALE dell'UNICO cibo ANATOMO-FISIOLOGICAMENTE ADATTO alla sua specie”, ovvero, “nei MILIONI di anni di CO-EVOLUZIONE, acquisisce una STRUTTURA MORFOFUNZIONALE (e biochimico-fisiologica) PERFETTAMENTE COMPLEMENTARE proprio alla STRUTTURA MORFOFUNZIONALE (e biochimico-fisiologica) del FRUTTO stesso”.

In pratica, dal momento che la forma della mano sembra essere "fatta apposta" per contenere una mela, allora la mano si è “evoluta” per raccogliere le mele. Praticamente ci sarebbero da riscrivere tutti i libri di paleontologia finora stesi, dal momento che le mele sono state alla base sia dell’ergersi dell’uomo in posizione verticale sia del pollice oppositivo!!

E gli altri cibi? Quelli che fin dalla preistoria accompagnano il cammino dell’uomo? Ecco, dimenticateveli:

Dunque, quando riferendosi alla specie umana, si parla di altra frutta, della cosiddetta "verdura", dei cosiddetti "semi", del latte aspecifico, dei cosiddetti "formaggi", delle uova, del cosiddetto "pesce", della cosiddetta "carne", ecc. non si sta ovviamente parlando di qualcosa che ha minimamente a che fare col concetto di "cibo", in quanto, ovviamente, sono solo ed esclusivamente componenti ecosistemiche trofo-aspecifiche, e quindi, come vedremo meglio nel capitolo relativo alla patologia moderna, se introdotti dentro il nostro organismo costituiscono semplicemente un insieme di tossine trofo-aspecifiche (cioè di componente ecosistemica trofo-aspecifica), innescando immediatamente il processo patologico”.

Secondo voi, centinaia di scienziati Progettisti 3M, basterebbe quindi una dieta vegana per poter vivere meglio? Giammai, dal momento che

è esattamente per questo motivo che chi si "nutre" ancora anche di cadaveri animali, o ancora anche di cadaveri vegetali (come gli umani ancora "onnivori", vegetariani, vegan, vegan-crudisti, ecc.), ha una defecazione ancora estremamente o decisamente puzzolente, cosa che avviene in maniera quasi nulla nei fruttariani, e assolutamente del tutto nulla, anzi con un odore addirittura piacevole (come specialmente per le urine) nei melariani di tutto il mondo.

Ecco, io adesso, amici melariani, non vorrei spaventarvi, ma il cambio di odore dell’urina spesso (ma non sempre, si pensi agli asparagi) è legato ad un cambiamento del PH della stessa e questo, ve lo devo dire, non è una cosa bellissima dal punto di vista medico, eh.

E comunque io due mele cotte con lo zucchero me le farei proprio….giammai: "IN NATURA NON ESISTE ASSOLUTAMENTE IL CIBO COTTO, infatti, SIAMO L'UNICO ANIMALE CHE CUOCE I CIBI”.

Vero! Dobbiamo anche considerare, però, che siamo l'unico animale in grado di scrivere programmi in linguaggio Java.

Vogliamo poi parlare della mela di Adamo ed Eva o dell'Olimpico Pomo della Discordia? E Guglielmo Tell dove lo mettete? E "Il Tempo delle Mele"?? Ecco, io direi di fermarmi qui (anche perché riassumere 1700 pagine di cazzate, Oloscienza non è facile) dal momento che vi ho dimostrato chiaramente come è possibile cambiare in meglio l’umanità mangiando le mele.

Mangiate mele rosse crude e solo quelle, mi raccomando!!

 


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