yanosh ha scritto:
sviluppare un programma che quando avverte le scosse (sopra un determinato valore) possa mandare un avviso acustico (cosa che tutti vorrebbero a l'Aquila per dormire sonni + tranquilli e non trovarsi impreparati)
In linea teorica, credo si possa fare un cosa del genere usando i sensori JW del QCN, cioè una sotto-rete che usa i trigger rilevati dai client QCN per farne un uso locale, anche se questo richiederebbe lo sviluppo di un piccolo software ad hoc o quanto meno di uno script lato client, e la presenza di un server (che necessita la scrittura di un SW più complesso) in una zona "sicura" in grado di elaborare i dati ricevuti dai client e inviare il report (es. via SMS) anche in caso di blackout nella zona colpita.
Al lato pratico però mi sfugge l'utilità di una rete "di allerta" di questo tipo. Una scossa sismica non è prevedibile quindi segnalarlo (al meglio) 2 minuti dopo che è avvenuta non credo che farebbe dormire sonni tranquilli, al contrario potrebbe provocare inutili e fastidiosi risvegli.
L'unica utilità che vedo è quella, per chi si trova in un edificio pericolante, di sapere se c'è stata una scossa magari non avvertita fisicamente, che potrebbe minare ulteriormente la stabilità e provocare un crollo. Per il resto per dormire sonni tranquilli l'unica soluzione credo sia quella di stare lontano dagli edifici dichiarati non agibili.
C'è da dire che il sensore JW e anche gli accelerometri dei portatili non sono molto sensibili, in pratica costituiscono l'equivalente elettronico del modulo cartaceo che sia usa nel nostro arretrato paese ( chiamato "hai sentito il terremoto?" ) con cui si può volontariamente segnalare agli enti preposti un'evento sismico. Il sensore ha certo il vantaggio di essere più obiettivo, anche se talvolta paradossamente più impreciso sulla sua posizione geografica dato che capita che alcuni utenti QCN trascurano di inserire le coordinate esatte del proprio portatile e viene in alternativa utilizzato l'indirizzo della sede legale del provider internet in base all'IP del client (che però può essere addirittura in una citta diversa).
Credo che l'utilità della rete QCN, come quella dell'italianissimo modulo cartaceo, sia quella di aggiungere delle informazioni sulla differente intensità di propagazione della scossa in diversi punti del territorio. Questo consentirebbe di costruire delle mappe di rischio ad alta definizione (se i sensori fossero davvero molti). Non a caso negli USA cercano di farli installare negli istituti scolastici.
Quindi se volete installare dei sensori JW in una zona così attiva, sicuramente sarebbe una cosa buona, ma secondo me andrebbe fatto con la prospettiva di avere dei risultati (mappe di rischio) molto a lungo termine. Quindi mettere in conto la costanza di lasciare attivi i sensori per anni.
Per il resto invece vedo di complessa realizzazione una rete di allerta se non altro per la scrittura del software lato server che deve essere in grado di distinguere i falsi trigger da quelli veri e in base a un preciso calcolo dei tempi tentare di risalire ad un epicentro e quindi validare l'evento come reale. Questa parte per essere scritta seriamente richiede delle conoscienze a livello universitario (indirizzo geologia o fisica). In alternativa si potrebbe chiedere una mano ai gestori del QCN ... la vedo dura, ma chissà ...