erotavlas ha scritto:
Non vorrei deludere quelli che pensano ai computer quantistici come qualcosa rivoluzionario, ma dal punto di vista dell'informatica teorica non è una rivoluzione, ma solo un passo in avanti.
Mi spiego meglio. In informatica teorica esiste un modello di calcolo detto
macchina di Turing
che risulta essere generale ovvero ogni altro modello di calcolatore (computer "standard", reti neurali, computer quantistici, etc) può essere ricondotto a questo. Come conseguenza i problemi/funzioni che sono decidibili/calcolabili da una macchina di Turing sono gli stessi di quelli decidibili dagli altri modelli.
Un computer quantistico ha la stessa capacità di calcolo di un computer standard. La differenza tra i due sta nella complessità computazionale ovvero nella capacità di eseguire un certo calcolo in modo efficiente.
Ci sono essenzialmente due classi di problemi per i calcolatori standard: quelli considerati "facili" (classe P) e quelli considerati difficili (classe NP). Attualmente non è ben definita la relazione tra le due classi ovvero non si sa nulla se P = NP (
clay problem
questo è il più famoso problema del millennio insieme all'ipotesi di Riemann).
I computer quantistici hanno una loro classe di problemi (classe BQP) che contiene la classe P e quindi estende la classe dei problemi facili rispetto a quella dei computer standard. Anche in questo caso non è nota la relazione tra BQP e NP. Quindi ricapitolando, i computer quantistici sono in grado di risolvere in modo più efficiente alcuni problemi rispetto ai computer standard, ma non aggiungono niente per quello che riguarda la calcolabilità.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro e di non aver fatto errori...nell'informatica teorica sarebbe molto più rivoluzionario scoprire la relazione tra P e NP rispetto all'avvento dei computer quantistici. 
Io commento quello che leggo nei vari articoli sparsi in rete..
Secondo gli esperti dell'informatica, il computer quantistico rivoluzionerà il concetto di informatica, io come o detto poc'anzi non sono un esperto, ma credo che se tanti scienziati lavorano a questo progetto, non penso che il motivo sia solo per fare qualche calcolo in più non credi?
Per me, da quello che o letto, i computer standard sono infinitamente più lenti e limitati rispetto a quello che potrebbe fare un computer quantistico. Il tempo dirà chi avrà ragione, io aspetto con pazienza ...
Posto questo articolo:
Ebbene si, non c'è limite al realizzabile. Ormai siamo in grado di acquistare del the dall'Inghilterra mentre siamo in salotto seduti sul divano a guardare la TV con un “computer” che si trova nel palmo della nostra mano. Già dieci anni fa pochi lo avrebbero creduto, eppure è successo. Siamo in grado di realizzare dispositivi sempre più piccoli e sempre più potenti, allora qual è il limite al realizzabile? Quanto piccoli e quanto potenti potranno mai essere i nostri computer? Richard Feynman negli anni 80 si era già fatto questa domanda (faceva parte di uno dei pochi), ai suoi tempi i computer non erano certo quelli di oggi, eppure lui ne vedeva le potenzialità.
Ora, quando la tecnologia sembra giunta al suo apice, quando sembra insuperabile il livello attualmente raggiunto, ecco che si apre un'altra porta, una possibilità nuova: i computer quantistici. La differenza tra un normale computer e un computer quantistico è alla base, infatti un normale computer utilizza la struttura del bit per memorizzare dati, ovvero sono possibili due stati denotati con 0 (zero) e 1 (uno), lo zero sta per “non passa corrente”, mentre l'uno sta per “passa corrente”. Quindi un bit contiene uno “stato” tra questi due, quindi uno zero oppure un uno. Poi possiamo considerare un raggruppamento di 8 bit per avere un byte, e così via. Quindi quello che un computer fa è utilizzare questi stati per memorizzare dati, infatti ogni numero, ogni lettera, ogni
immagine, per un computer non è altro che una lunghissima successione di zeri e di uni alternati in modo opportuno. Un computer quantistico invece funziona in modo completamente diverso, infatti questa volta non
sfruttiamo due stati della corrente, ma sfruttiamo qualcosa di completamente diverso, infatti per memorizzare i dati un computer quantistico utilizza qualcosa di simile al bit, infatti sono sempre possibili solo due stati, zero e uno, ma la differenza è che questi due stati non sono determinati da “passa corrente” o “non passa corrente”, ma sono determinati da fenomeni tipici della meccanica quantistica, come la sovrapposizione degli effetti e l'entanglement e la nuova unità non è più il bit ma il qubit. Un computer quantistico si basa sul fatto che le proprietà quantistiche delle particelle possono essere utilizzate per rappresentare strutture di dati ed eseguire operazioni su di esse. In realtà è molto difficile spiegare come funziona un computer quantistico e come funziona un qubit anche perché entra in gioco la meccanica quantistica e i suoi (poco intuitivi) concetti. Ad ogni modo ci si potrebbe chiedere per quale motivo si è avviata questa nuova ricerca, la risposta è semplice.Un computer quantistico dovrebbe essere molto più veloce di un computer normale, quindi problemi che oggi sono irrisolvibili in tempo ragionevole, come la fattorizzazione di numeri grandi, o come la ricerca di una password e simili, sarebbero quantomeno attaccabili. Quindi un certo interesse nella costruzione di tali computer ci sarebbe. Sembra tutta fantascienza, eppure non è così. La prima idea di computer quantico la espose Richard Feynman nel 1982 , da allora si
sono fatti progressi e si è giunti a costruire i primi modelli di computer quantistici, ad esempio nel 2001 l'IBM ah costruito il primo elaboratore quantistico a 7 qubit (non molti), costruito utilizzando
una sola molecola. Nel 2007 viene effettivamente costruito il primo computer quantistico, Orion, tale computer (è un po troppo chiamarlo così) ha 16 qubit e in una dimostrazione pubblica è riuscito a risolvere tre famosi problemi: un sudoku, il problema del commesso viaggiatore e il matching di molecole farmaceutiche. Ad ogni modo la dimostrazione è stata soddisfacente tenendo conto che 16 qubit sono pochi, ha comunque dimostrato che tali computer si potranno effettivamente costruire.Pertanto ci accingiamo ad esplorare questo nuovo mondo, tenendo conto che c'è sempre da scoprire e non c'è limite al possibile.