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Ennesimo progetto, il quinto della serie, per l'iniziativa di "scienza collettiva" portata avanti da ZOOniverse. Questa volta si tratta di scandagliare la superficie del nostro amato satellite alla ricerca di crateri e di classificarli dando maggiori informazioni possibili sulla loro forma e dimensione. Per fare questo ci si avvale delle immagini scattate dalla LROC (Lunar Reconnaissance Orbital Camera), una potente macchina fotografica in orbita dal 2009.

MoonZoo_1
La Luna è probabilmente l'oggetto astronomico che meglio conosciamo ma ha ancora molti misteri da rivelarci su di se. Sono state approntate diverse missioni per esplorare la Luna (missione Apollo) e per studiarla dallo spazio: una delle ultime è quella che nel 2009 ha lanciato in orbita polare il satellite LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) con a bordo diversi strumenti di analisi: macchine fotografiche, altimetri laser, rilevatori della presenza di acqua).

I dati su cui si basa questo progetto sono quelli che la camera (in realtà sono tre distinte camere digitali) ha inviato al PDS (Planetary Data System, NASA) sino ad ora.

Cosa si vuole sapere? Lo scopo principale di Moon Zoo è quello di fornire una classificazione dettagliata dei crateri presenti sulla Luna. Diversamente da quanto avviene sulla Terra, dove gli agenti atmosferici erodono le tracce degli impatti, i crateri lunari rimangono uguali a se stessi virtualmente per l'eternità.
Questo significa che il numero di crateri presenti in una particolare zona ci dice la sua età. Questa tecnica è utilizzata per tutti i pianeti del Sistema Solare ma la Luna è particolarmente importante perché siamo in possesso di frammenti di roccia lunare, riportati dalle missioni Apollo, che ci permettono di calibrare meglio le stime.

MoonZoo_2Gli astronomi stanno portando avanti questo tipo di studi da molto tempo su larga scala, e con il nostro aiuto e le fantastiche immagini della LROC si pensa di poter andare ancora più nel dettaglio della storia del nostro satellite.

I crateri poi ci dicono anche qualcosa in più della semplice storia della Luna. Di particolare interesse sono ad esempio quelli con dei massi disposti attorno al bordo superiore; questi massi sono la prova che l'impatto è stato di notevole potenza, tale da scavare la roccia sotto la regolite che costituisce il suolo lunare. Si potrebbe ad esempio mappare la profondità della regolite sul suolo lunare.

Ma molte altre cose strane potrebbero venire alla luce da una così approfondita esplorazione del suolo e questo è molto eccitante, sia per gli astronomi, sia per i singoli partecipanti al progetto!

Come detto in precedenza la partecipazione al progetto non prevede conoscenze astronomiche specifiche ma solo la buona volontà, un po' di tempo da dedicarvi, un PC connesso ad internet e un qualsiasi browser web. Al solito il progetto prevede un tutorial per i neo-iscritti.


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